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L’entourage di Felipe Melo, dopo aver letto l’articolo di questa mattina apparso su TuttoJuve.com, è voluto intervenire sulla questione per placare gli animi. Melo, secondo fonti ben attendibili, avrebbe mandato un sms al compagno di squadra alla Fiorentina, Adrian Mutu, chiedendo come si vive in Inghilterra e che pressioni ci sono nella Premier, perchè sarebbe stanco del calcio italiano. Tutto questo sarebbe avvenuto dopo la sconfitta in Champions con il Bayern Monaco. Emiliano Froldi, responsabile dell’immagine del brasiliano, ha contattato la nostra redazione per smentire categoricamente l’sms tra Melo e Mutu. “Felipe non ha mai cercato Mutu e non ha mai chiesto di andare via da Torino per approdare nella Premier. La notizia è completamente priva di fondamento, ho sentito lo stesso calciatore che è caduto dalle nuvole”.
Fonte:www.virgiliosport.it
Il tecnico portoghese ha risposto seccato anche quando gli si è fatto notare che la sua ultima versione dell’Inter somiglia molto al Milan di Leonardo: “Sembra che adesso il Milan sia la prima squadra della storia a giocare con questo modulo – ha detto Mou -. Ma noi abbiamo giocato altre volte così, non è la prima. Quando in conferenza stampa avevo detto che l’Inter non avrebbe pensato al risultato del Barcellona, pensavo che in quel momento i giornalisti potessero capire con che tipo di schieramento avremmo giocato. Lo abbiamo fatto ed è andata bene grazie al lavoro dei tre centrocampisti. Dietro abbiamo avuto qualche problema che Julio Cesar ha saputo risolvere. Abbiamo una serata piuttosto tranquilla e siamo agli ottavi di finale”.
Il portoghese ha dispensato elogi per tutti i suoi giocatori: “Il merito è di tutti, da Julio Cesar a Mario, fino a quelli che non hanno giocato. E’ merito di un gruppo che ha saputo soffrire insieme. Balotelli ha fatto la sua partita come sempre, con le sue cose negative e positive”.

Secondo indiscrezioni di mercato chi rischia di pagare il conto è Amauri. L’attaccante non è più incedibile. Costato 22,8 milioni di euro due estati fa, di fronte all’ammortamento della spesa e a una buona offerta, la Juve penserebbe seriamente di venderlo rivoluzionando l’attacco
Da tempo si sta lavorando sui sostituti. Su tutti, c’è Giampaolo Pazzini: con la Samp c’è un ottimo rapporto e potrebbe essere inserito anche Giovinco come contropartita tecnica. L’altro attaccante nel mirino è Goran Pandev sempre più vicino a liberarsi a parametro zero dalla Lazio.
Il day-after della Juventus, fuori dalla Champions dopo l’ 1-4 col Bayern a Torino, è pieno di amarezza, contestazioni e interrogativi sul futuro della squadra. Tra i principali nodi, i deludenti Diego e Melo, principali investimenti sul mercato. Per loro spesi 50 milioni: non saranno ammortizzabili con i soldi provenienti dal passaggio agli ottavi di Champions: e la Juve, per rientrare, potrebbe cedere Sissoko, inseguito proprio dal Bayern.

Curioso che, proprio come succede sul campo, tocchi al maliano tappare un buco aperto dalle mancanze dei suoi colleghi. Eppure, la possibilità sembra reale: Momo, infortunatosi alla vigilia del match, è stato visto lasciare martedì il ritiro della Juventus per entrare nell’albergo che ospitava il Bayern, dove era presente anche il suo procuratore, José Segui. Il giocatore, secondo fonti a lui vicine, è sempre più demoralizzato dai continui infortuni muscolari (anche stavolta una distrazione all’adduttore della gamba sinistra, stop di circa un mese) che, forse, attribuisce anche alla politica dello staff sanitario bianconero. La Juventus, dal canto suo, sa di avere a disposizione nel ruolo un giocatore come Marchisio e registra il ritorno a una certa affidabilità di Poulsen, uno dei meno peggio anche nella triste serata di martedì. Ma soprattutto, la cessione di Sissoko potrebbe fruttare una ventina di milioni cash (il Bayern è pronto a spendere) e una plusvalenza di circa 9 milioni (fu pagato 11 al Liverpool due anni or sono). Se ne parlerà a giugno.
Ma prima di giugno, al di là delle vicende di mercato, bisognerà risolvere la questione del flop brasiliano. Felipe Melo ha confermato di essere, oltre che un grande equivoco tattico, un giocatore che non sa incanalare nella giusta maniera la sua carica agonistica, non riuscendo a reagire giocando bene a calcio nei momenti difficili. E Diego, cinque mesi dopo il suo arrivo, sta ancora cercando il suo giusto posto in campo. L’ex-Werder, con grande onestà, ci ha messo la faccia ammettendo di giocare male, di avere meritato la pioggia di fischi tributatagli dall’Olimpico al momento della sua uscita dal campo e di essere consapevole di dovere dare di più. Ma qui, entra in gioco anche Ferrara, troppo sballottato in cambi di moduli e di uomini. Una Juventus ancora senza volto che dovrà immediatamente rialzarsi in campionato senza Buffon, che si opera al ginocchio, senza Chiellini, senza, appunto, Sissoko. Ma in quest’ultimo caso sarà meglio abituarsi da subito..

Non c’è pace per Ciro Ferrara e la Juventus. Appena recuperati a pieno regime i vari Del Piero, Marchisio e Sissoko, il tecnico bianconero deve fare i conti con l’infortunio al polpaccio che ha messo ko Giorgio Chiellini a poche ore dalla sfida decisiva con il Bayern Monaco. Il centrale bianconero dovrà stare fermo 20 giorni. Al suo posto, contro i bavaresi, in coppia con Cannavaro giocherà Nicola Legrottaglie.
JUVE-BAYERN: ARBITRA BUSACCA
Lo svizzero Massimo Busacca arbitrerà martedì Juventus-Bayern Monaco, gara valida per la sesta e ultima giornata del Girone A di Champions League. Gli assistenti saranno Matthias Arnet e Manuel Navarro, il quarto uomo sara’ Claudio Circhetta. Busacca aveva arbitrato un’italiana anche nello scorso turno di Coppa: l’Inter, battuta a Barcellona per 2-0
ALLENAMENTO POST-INTER
A poche ore dalla vittoria sull?Inter, la squadra ha immediatamente ripreso la preparazione. Non ci sono soste, soprattutto adesso che il calendario impone un?altra supersfida ai bianconeri. Martedì sera, ancora all?Olimpico, c?è il match con il Bayern Monaco valevole per la 6ª e ultima giornata del Gruppo A di Champions League. La squadra di Ferrara si gioca tutto in 90 minuti, sapendo di poter contare su due risultati su tre per tenere dietro i tedeschi e guadagnare gli ottavi di finale. Per preparare la sfida, il gruppo ha sostenuto il rituale allenamento post gara. Lavoro defaticante per i protagonisti del match di ieri sera, normale attività per gli altri .In gruppo c’era anche Salihamidzic, che dovrebbe tornare disponibile proprio per la sfida contro la sua ex squadra, mentre resta nella lista dei non recuperati il solo Iaquinta. Probabile formazione (4-3-1-2): Buffon; Caceres, Legrottaglie, Chiellini, Grosso; Camoranesi, Felipe Melo, Marchisio; Diego; Amauri, Del Piero.
Martedì la Juve ospita a Torino il Bayern Monaco. Il primo posto nel girone è già matematicamente sfumato. Per qualificarsi agli ottavi come seconda, alla Juve basterà non perdere l’ultima sfida in casa contro il Bayern Monaco, che segue i bianconeri ad una lunghezza.
Mercoledì sera l’Inter si gioca tutto contro il Rubin Kazan. La squadra di Mourinho con una vittoria è agli ottavi; potrebbe bastare anche un pari (0-0 o 1-1) a patto che la Dinamo Kiev non batta il Barcellona nell’altra gara.
La Fiorentina giocherà a Liverpool. La squadra di Prandelli è matematicamente promossa insieme al Lione, resta da definire chi fra i viola ed i francesi conquisterà il primo posto nel girone.
Kakà tornerà in campo solo nel 2010. Secondo quanto trapelato da fonti spagnole, infatti, il fuoriclasse brasiliano del Real Madrid resterà fermo almeno un mese per la pubalgia che lo affligge. Il problema si è rivelato più grave del previsto e il giocatore tornerà a disposizione dell’allenatore Manuel Pellegrini solo a gennaio. Kakà non gioca dal 29 novembre, quando il Real ha perso 1-0 il big match di campionato in casa del Barcellona.
Non è, comunque, solo la pubalgia ad alimentare le discussioni su Kakà in Spagna. Tutti i più importanti quotidiani iberici, infatti, danno grande risalto alle parole del brasiliano: “Stiamo cercando un’identità di gioco – ha detto Kakà – ma non è facile, non riusciamo a divertirci e ci dispiace”.
Secondo l’ex fuoriclasse del Milan, il Barcellona resta la squadra da battere: “Non è facile creare una squadra, non basta prendere solo i giocatori. Il Barcellona gioca insieme da tanti anni, noi abbiamo 8/9 nuovi elementi e per creare un gruppo ci vuole tempo”. Un piccola (ma non troppo) ammissione di inferiorità che nella capitale è stata poco gradita. Anche perché a Madrid non sono abituati a essere secondi. A nessuno. Barcellona compreso.
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